450 chilometri, 4 nazioni, 4 milioni di curve.

2016
27.08
1. serbia. nova varosh

Decimo e undicesimo giorno: da Srebrenica a Pristina.

450 km, 4 nazioni, 4 milioni di curve.

La tappa si potrebbe fare in una giornata ma, considerando il percorso e il numero delle frontiere, meglio prendersi qualche ora in più. Lasciamo Srebrenica nel pomeriggio puntando su Skelani. Strada stretta, piena di curve e di poliziotti. Ce n’è uno ogni 500 metri per molti km. A Skelani c’è il ponte sulla Drina (non quello famoso di Visegrad). La dogana è sotto le prime arcate del ponte. Perdiamo un po’ di tempo perché i doganieri sono molto interessati ai visti dei nostri passaporti: c’è un po’ di tutto: Asia, Africa, America Latina. Dall’altro lato, in Serbia, le cose seguono lo stesso schema: vieni un po’ a vedere i passaporti di questi due! La differenza fra i due lati della Drina è solo vegetale: il lato bosniaco è boscoso, quello serbo è coltivato. Poi si comincia a salire. Dovremmo essere piuttosto in alto, senz’altro oltre i 1000 metri. Sembra un luogo di vacanze invernali: si vede qualche impianto di risalita e ogni tanto sbucano albergoni tipici delle località montane. Abbiamo prenotato in una antica casa di legno, appartenuta ad un noto artista locale. Il GPS però ci porta 500 metri più in là (a quanto pare in Serbia è un fenomeno comune) dove nessuno conosce l’indirizzo a cui dobbiamo andare. Dobbiamo chiamare la proprietaria, che ci viene a prendere a piedi. Per fare un po’ di spesa ci tocca fare quasi 40 km e riusciamo a prendere possesso della stanza quando è quasi buio. Il giorno dopo si parte all’alba. Ci aspettano: 100 km di Serbia, altri 100 in Montenegro e gli ultimi 100 in Kosovo. Il primo pezzo va bene, poi ci blocchiamo una decina di km prima della frontiera Montenegrina: c’è una fila ininterrotta di camion in attesa. La strada è strettissima e tutte le auto che arrivano cercano di superarla, incartandosi con in veicoli in discesa. A strappi successivi riusciamo ad arrivare alla sbarra. Ci mandano indietro a fare l’assicurazione: 10$. Poi ci buttiamo nei boschi, da cui usciamo solo un paio d’ore dopo alla frontiera di uscita. Fra questa e quella d’ingresso in Kosovo ci sono parecchi km di terra di nessuno (sembra che ci sia un contenzioso confinario fra le due nazioni). La dogana kosovara è in cima ad un burrone, affacciato su una pianura caldissima. Scendiamo una ventina di tornanti ripidissimi e ci infiliamo sulla statale che conduce a Pristina.

Foto Recenti

2016
27.08

5. entriamo a pristina in Kosovo4.dal montenegro al Kosovo.3.prima della frontiera montenegrina2. da nova varosh al montenegro5. srebrenica la marcia della pace6. srebrenica la commemorazione4. srebrenica si piangono lee vittime3. srebrenica si prega davanti alle bare2. srebrenica stanno scaricando le bare6. srebrenica casa del sorriso

[torna su]