Italia-Australia 2008. E diamo un’occhiata a questa Darwin!

2017
25.04
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Darwin è una città di mare. Mare tropicale. Perciò, a parte io che ancora per una settimana almeno non potrò entrare in acqua, sembrerebbe una splendida occasione per fare snorkeling o altre attività acquatiche. Sbagliato. É il periodo di riproduzione del pericolosissimo “box jelly fish”, uno degli animali più velenosi della terra (anzi, del mare), che si riproduce proprio in queste acque. Inoltre si vengono a riprodurre qui (e ora) anche gli sting ray. Quelle strane razze con il pungiglione, a cui si deve la morte di un famoso personaggio televisivo australiano.

Oltre a questi problemi “di stagione” ci sono i soliti squali e i soliti coccodrilli, che amano in maniera particolare le mangrovie che abbondano in questa zona.

Insomma: mare nulla. Passeggiamo attorno, ma non c’è nulla da vedere. Se ne rendono conto anche le autorità locali che, in mancanza di meglio, hanno messo una lapide sotto al primo palo del telegrafo e hanno aperto al pubblico i depositi di benzina costruiti durante la seconda guerra mondiale. C’è anche da dire che, essendo zona di cicloni, non è rimasto in piedi molto di “storico”. Il giorno di Natale del ’75 la città è stata interamente rasa al suolo da un ciclone particolarmente violento (mancano 10 giorni a Natale). In seguito a ciò, la popolazione scese da 30000 a meno di 6000 abitanti e la città sembrava finita.

La ripopolazione è iniziata dopo più di dieci anni, grazie a notevoli sforzi “federali”. Ne è risultata una città piatta, priva di personalità. I lunghi viali però sembrano perfetti per la sgommate notturne dei pick-up Holden, supertruccati.

Holden è la filiazione locale di General Motors. Produce (o monta) localmente un po’ tutta la produzione Opel, Isuzu e Chevrolet. Fra cui un simpatico e aerodinamico pick-up che sembra un’auto sportiva, Cabina a due posti e lungo e filante cassone, chiuso da un basso guscio di plastica. I proprietari scelgono dal catalogo personalizzazioni Chevy tutto il meglio che si possa montare e ottengono un “furgoncino” da 400 cv. Dopodiché lo lanciano in riprese bruciasemafori lungo i viali desolatamente vuoti di Darwin. Mi hanno parlato di attentissimi controlli stradali da parte della polizia ma fino a ora non ho visto un solo poliziotto.

Anna insiste per visitare Kakadu, un notevole parco faunistico a circa 250 km da qui. Sono costretto a rifiutare: la cosa comprende lunghe camminate, guadi e salti dalle cascate. Le condizioni delle mie gambe ora non lo consentono. Anna non ci vuole andare da sola e perciò non se ne fa nulla. Così non ci resta che girellare. Per contenere le spese, cuciniamo da noi. Tutti gli ostelli australiani sono dotati di cucina e vige un onestissimo alcolismo. Nessuno ti frega nulla. Ci facciamo le due prime paste da quando siamo partiti. Troviamo fusilli senza glutine, adatti alle esigenze di Anna. A dire la verità il primo tentativo è al limite della commestibilità. Ma la pasta è come la bicicletta: una volta che cominci…

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2017
25.04

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