Prima che vi immergiate nella lettura, sento il dovere di scusarmi per il ritardo con cui iniziamo a pubblicare il diario di questo viaggio.

2017
27.11

Motivazioni? Giustificazioni?

Molte, ma una vale per tutte: in due mesi esatti abbiamo percorso 15000 kms e gran parte del nostro percorso si è svolto su strade sulle quali tenere una media di 50 km all’ora era un sogno.

15000 km a 50 all’ora richiedono 300 ore. Metteteci qualche sosta, qualche ora di manutenzione, 300 ore di sonno, 5 giorni dedicati alla visita al primo progetto di cooperazione del nostro viaggio, una fila di problemi da risolvere (di cui troverete ampia traccia nel racconto) e vedrete che avanza pochissimo tempo. E noi vecchi abbiamo bisogno di riposare un po’ più degli altri.

 

Siamo riusciti a partire con un paio di giorni d’anticipo rispetto al Dday previsto. Cosa che, considerando lo stato dei nostri nervi in quel momento, è da considerarsi un notevole successo.

Per risparmiare un po’di km, abbiamo preso il primo traghetto disponibile da Ancona per Igoumenitsa. Prendere la cabina ci è parso troppo costoso. Prendere il classico posto ponte, troppo scomodo. Perciò abbiamo preso 2 ”poltrone business”. Dopo aver passato un pomeriggio sulle poltrone, abbiamo concluso che era meglio dormire sulla moquette. Dopo lo sbarco abbiamo fatto un tappone di 600 km, pernottando a pochi km dalla frontiera turca. La mattina successiva abbiamo puntato direttamente su Istanbul. Il GPS ha fatto il suo lavoro e prima di pranzo eravamo sistemati al terzo piano senza ascensore di una bella pensioncina a Kucuk Ayasofja. Per me Istanbul è una specie di rimpatriata. Siamo andati in giro senza una meta precisa, Galata, poi un giretto al bazar ma siamo capitati in città in Bayram, perciò il bazar era chiuso. Il giorno dopo abbiamo messo in programma una visita al Museo dell’Innocenza, fondato da Orham Pamuk. Qui abbiamo avuto un’altra e più cocente delusione: il museo è chiuso ad è stata abbattuta la palazzina che lo ospitava probabilmente come ulteriore sfregio verso lo scrittore che è un noto oppositore del governo di Erdogan. La mattina successiva siamo partiti per Ankara. Poche ore di sosta e poi via per Sivas, Erzurum e Dogubayazit, Strade ottime, temperatura gradevole,costo della benzina ragionevole. Anche a Dogubayazit ci siamo concessi un giorno di sosta. Siamo vecchi e ci stanchiamo facilmente: anni addietro attraversavamo tutta la Turchia un due giorni e mezzo. Ma, tutto sommato, ora è meglio. Il giorno a Dogubayazit l’abbiamo impiegato a fare un po’ di lavoro, approfittando dell’ultimo wi-fi funzionante, e per salire fare qualche doverosa fotografia a Itshak Pasha Saray: sempre più restaurato e sempre più falso. Approposito: la situazione in Kurdistan sembra che stia tornando ad essere piuttosto calda. Lo si nota principalmente dal nervosismo della polizia.

Foto Recenti

2017
27.11

7. dogubayazit6. verso dogubayazit9. dogubayazit5. sivas4. turchia2. istanbul3. istanbul1. istanbul5. sydney moto imballata e pronta per partire2. sydney

[torna su]