Italia – Australia 2008. India. Champaner – Daman.

2017
26.02
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8 Ottobre. Champaner-Daman

Dopo tutta questa terraferma e questa mancanza di alcool, sentiamo la necessità di un po’ di mare e qualche stravizio. Perciò ci dirigiamo verso Daman, ex colonia portoghese (come Diu e Goa). E’ sul mare e gode di una notevole libertà nella vendita degli alcoolici, che costano meno di 1/3 che nel resto dell’India. Così passeremo i giorni che occorrono ai nostri pezzi di ricambio per arrivare a Mumbay in un posto tranquillo e confortevole. Ci mettiamo sull’expressway, con tratti a pagamento e in condizioni decenti, che i pellegrini usano per venire a visitare i templi di Halol. E’ piena di “autogrill”, che fanno anche da alberghi. Ci fermiamo al più elegante per fare colazione. Siamo fortunati: ci servono dell’ottimo lassi (più o meno yogurth) aromatizzato allo zafferano (provare per credere). Da lì in avanti, seguiremo la strada che va a Mumbay fino a Wapi. Da lì si gira a destra in direzione del mare e di Daman. Al mattino c’è molto traffico poi, in tarda mattinata si dirada e all’ora di pranzo si può viaggiare in relativo relax (come cambiano le percezioni, eh?). Il salto del pranzo e della cena di ieri ci ha lasciato un notevole appetito, perciò ci fermiamo anche per pranzare. Ci va abbastanza bene anche stavolta: riso e dhal. Ben fatti e a buon prezzo. Arrivati a Wapi, tutto si svolge come previsto: troviamo abbastanza facilmente la strada e in mezz’ora siamo a Nani Daman. E’ un posto di vacanza: ci sono parecchi alberghi e ristoranti. Ne cerchiamo uno bello: dovremo restare qualche giorno. Anna ne trova uno in un’antica casa coloniale: elegante e tranquillo. Anche il prezzo è ragionevole. Non ha un vero parcheggio, ma speriamo che nessuno voglia distruggere la moto, parcheggiata lì davanti, protetta solo da una catenella. Poi scopriamo che la palazzina di fronte è la stazione della polizia. Come deterrente dovrebbe servire. Andiamo a fare un giretto in città e a controllare dove sta il nostro pacchetto. Oggi arriverà a Londra, domani partirà per Mumbay.

Daman ha quel sapore un po’ triste e un po’ allegro che hanno tutte le città d’impronta portoghese. É sfatta, ha un forte odore di pesce, è piena di bar che vendono alcoolici e c’è un discreta quantità di gente un po’ troppo allegra. Però si sta bene.

La cosa peggiore è il mare. Daman è situata alla foce di un gran fiume ed è divisa in due: a nord Nani Daman, la parte piccola, dove c’è un forte e il porto peschereccio. A sud, Poti Daman, la città vera a propria, interamente chiusa da imponenti mura. Le due parti sono unite da un ponte levatoio che non si leva mai. Oggi ci godiamo la bella camera, la televisone via satellite, un tavolo comodo per lavorare. Non facciamo neppure lo sforzo di cercarci un ristorante: mangiamo direttamente in albergo. Il cibo non è all’altezza dell’albergo.

9/10/11 ottobre. Daman. Per tre giorni non facciamo altro che grandi passeggiate, grandi riposini e ottime cene. Dalla seconda sera in avanti troviamo, a pochi metri dal nostro albergo, un ottimo ristorante. Il maitre ci adotta e ogni sera ci facciamo consigliare da lui. Anna prova il vino locale e poi decide che è meglio cenare bevendo un cocktail. Io mi accontento della birra. Ci rimpinziamo di gamberi e pesce. Visitiamo Poti Daman, dove ci sono i monumenti più importanti e gli uffici pubblici del distretto di Diu e Daman, che formano uno stato, direttamente controllato da Delhi. La popolazione è in gran parte cattolica, le chiese sono ancora tutte in funzione. La piazza pare proprio una di quelle che si possono vedere in qualsiasi paesino portoghese. D’altra parte Diu e Daman sono state occupate, con un colpo di mano delle truppe indiane, solo nel dicembre del ’61, dopo una dominazione portoghese durata più di 450 anni. Il lato a mare di Daman purtroppo è la vera delusione. L’ampia e lunghissima spiaggia, costeggiata da un bellissimo palmeto, da piccoli villaggi e belle case coloniali è sporchissima. Non credo che tutto questo inquinamento sia prodotto qui, ma nessuno fa nulla per contenerlo.

Comunque il soggiorno ci riesce piacevole e rilassante. Faccio un po’ di manutezione alla moto, Anna fa un po’di bucato, continuiamo a seguire il viaggio del pacco. Sperando che non s’intoppi da qualche parte.

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